04 marzo 2018

Persone: intervista a Paolo Pastore

Paolo Pastore, Lei con Fairtrade lavora nel settore della tutela della dignità dei lavoratori nei Paesi in via di sviluppo e la salvaguardia dell’ambiente. Questo approccio ha davvero cambiato la vita a questi lavoratori? In che modo? Avete dei numeri in proposito?

Fairtrade, letteralmente commercio equo, è un’organizzazione che nasce più di 20 anni fa e che si occupa di offrire migliori condizioni commerciali ai contadini e ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo. Attraverso un sistema rigoroso di Standard, regola i rapporti commerciali tra aziende e organizzazioni di contadini e lavoratori, in modo che a questi ultimi venga assicurato il pagamento di un prezzo minimo, il Prezzo minimo Fairtrade, tale da coprire i costi medi di una produzione sostenibile, e un margine di guadagno aggiuntivo, il Premio Fairtrade, per la realizzazione di progetti sociali, ambientali o di incremento della produzione. Le aziende che rispettano queste regole possono poi commercializzare prodotti col Marchio di Certificazione FAIRTRADE.

Nel corso dei vent’anni trascorsi il circuito Fairtrade ha raggiunto 1,6 milioni di agricoltori e lavoratori di Asia, Africa e America Latina, corrispondendo un Premio Fairtrade di 105 milioni di euro solo nel 2016. Per centinaia di migliaia di persone le cose sono davvero cambiate, ad esempio alcuni hanno potuto mandare i figli a scuola, o accedere a cure sanitarie gratuitamente o acquistare strumenti che agevolano il lavoro. Tuttavia resta ancora molto da fare.

Quanto possono incidere strumenti innovativi, come una piattaforma digitale che offra uno spazio comune di condivisione per favorire relazioni e creare rapporti di business, per favorire un cambio di mentalità nei confronti del Terzo Settore?

Ritengo che le piattaforme digitali siano ottime occasioni di scambio di best practice tra le organizzazioni. Ad oggi il mondo del Terzo Settore ha bisogno di innovarsi e utilizzare gli strumenti digitali per ottenere quest’obiettivo è fondamentale, specie nell’ottica del coinvolgimento dei giovani.

Il tema delle produzioni agricole e del cibo è cruciale per il futuro del pianeta, come vede il futuro del mondo della cooperazione legato a questi temi?

Da un lato la cooperazione sviluppa dei progetti nei Paesi in via di sviluppo, dall’altro Fairtrade può assicurare una ricaduta attraverso le vendite, in Italia o in Europa, di prodotti finiti come cacao, caffè, banane, e molto altro provenienti da questi stessi progetti. Attraverso questa collaborazione possono esercitare un ruolo cruciale per il futuro del pianeta, specie se pensiamo a quest’ultimo in chiave di sostenibilità. Basti pensare che il 70% del cibo prodotto a livello mondiale arriva da 500 milioni di piccoli agricoltori. Il 2° Obiettivo dell’agenda di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite recita “Mettere fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”. Un obiettivo così ambizioso può essere raggiunto solo assicurando anche ai piccoli produttori un maggiore accesso al mercato. Per questo chi si occupa di cooperazione deve lavorare sulle filiere, attraverso partnership di più livelli che assicurino migliori condizioni commerciali ai contadini e agricoltori.

 

Paolo Pastore è nato a Padova nel 1959 dove tutt’ora vive con la sua famiglia. Dalla fine degli anni ’80 per più di 10 anni è stato volontario nel mondo del commercio equosolidale, e nel 1988 è tra i fondatori dell’organizzazione di commercio equo CTM-Altromercato. Dopo aver svolto l’attività di consulente per numerose cooperative del terzo settore e lavorato nell’area commerciale di diverse aziende, nel 2001 ha assunto l’incarico di Direttore Operativo presso Fairtrade Italia, organizzazione di riferimento in Italia per la certificazione del commercio equo, ruolo che tuttora riveste. Durante questo periodo ha seguito progetti di sviluppo di prodotti e filiere in Palestina, Argentina e Pakistan. Sotto la sua direzione Fairtrade Italia ha lavorato con organizzazioni di oltre cento paesi di Asia, Africa e America Latina e nel 2016 il valore retail dei prodotti certificati Fairtrade venduti in Italia ha raggiunto i 110 milioni di euro (dato 2017). Pastore rappresenta Fairtrade Italia all’interno del circuito internazionale Fairtrade.